11 novembre 2010: sigarette vietate nei luoghi pubblici

Per i fumatori serbi questa è una bella batosta, per chi invece detesta le “bionde” – ed è proprio il caso di dirlo – rappresenta un’autentica boccata di ossigeno. E sì, perché in Serbia si fuma, e si fuma proprio tanto.
I dati ufficiali fanno riferimento a circa un terzo della popolazione complessiva (per 16.000 morti l’anno per cause legate al fumo), una percentuale non proprio da record, ma la quantità di sigarette giornaliere, per chi del fumo non può fare a meno, è talvolta ai limiti della decenza.
Bene, da oggi 11 novembre 2010, anche in Serbia è vietato fumare nei luoghi pubblici e sui posti di lavoro: pensare tuttavia a un ufficio o a un bar di Belgrado privi della caratteristica “nube tossica”, sembra al momento davvero un’utopia.

11 novembre 2010: una data storica per la Serbia. In linea con le direttive europee, anche nello stato balcanico entra in vigore il divieto di fumare nei luoghi pubblici

La nuova norma restrittiva è stata varata dal parlamento lo scorso 5 maggio 2010, mettendo al bando le sigarette nelle scuole, nelle università, negli ospedali, nei teatri, nei cinema, negli impianti sportivi, nei mercati, nei supermercati, nei negozi in genere, nelle farmacie, nelle redazioni giornalistiche e in tutti gli uffici della pubblica amministrazione. Compresi i bar e i ristoranti.
In questi ultimi due casi, il divieto è legato alle loro dimensioni: se la superficie è inferiore agli 80 mq, i proprietari devono scegliere se destinare il locale interamente ai fumatori o ai non fumatori; se la superficie va oltre gli 80 mq, il locale dovrà avere obbligatoriamente un settore per i non fumatori che copra almeno la metà dello spazio complessivo.
Le multe per i trasgressori vanno dall’equivalente di 50 € per i privati, fino a 10.000 € per le imprese (somme significative se si considera che lo stipendio medio di un serbo si aggira sui 300 €).

«Con questa legge vogliamo proteggere la salute della popolazione», ha detto alla TV privata Pink il ministro della Sanità Tomica Milosavljević. «Il provvedimento non è diretto contro i fumatori e l’industria del tabacco – ha aggiunto – ma la cosa più importante è cambiare le abitudini della gente. Con le multe infatti non si ottiene molto».