INVESTIRE IN SERBIA

L’Italia è uno dei più importanti partner commerciali della Serbia. Il governo serbo offre diversi benefici agli investitori, un sistema fiscale conveniente e incentivi all’occupazione. Turismo e Impresa in Serbia.it è partner delle migliori aziende di consulenza italiane che si occupano di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Compila il form sottostante e ti metteremo in contatto con quella più idonea alle tue esigenze.


La Serbia ospita circa 600 aziende italiane che con la loro attività occupano più di 20.000 persone. Il valore dello scambio commerciale fra i due paesi è in costante crescita. Nel 2012 ammontava a 2,3 miliardi di euro, nel 2016 è stato di 3,7 miliardi di euro. Il miglior modo per avvicinarsi alla Serbia da parte dei potenziali investitori è conoscere l’esperienza di chi in Serbia è già presente con la propria attività e al tempo stesso affidarsi a società che operano con successo nel campo dell’internazionalizzazione.
Fra le più importanti aziende italiane che hanno avviato parte della loro produzione in Serbia, vi è la Fiat che nell’impianto di Kragujevac, città della Serbia Centrale con quasi 180mila abitanti, produce il modello 500L. Altre sono la Benetton, la Geox, la Pompea, la Omsa, la Golden Lady, solo per citarne alcune.

Fiat 500L Kragujevac
La Fiat 500L è prodotta nello stabilimento di Kragujevac.

Fra i vantaggi dell’investire in Serbia vi sono la manodopera qualificata e gli accordi di libero scambio con l’Unione europea, la Russia, la Bielorussia, la Turchia, il Kazakistan e i Paesi Efta, per un mercato che supera il miliardo di consumatori. L’accordo di partnership siglato con la Ue consente per esempio ai prodotti serbi di accedere ai mercati dell’Unione in esenzione di dazio. Quello stretto fra Belgrado e la Russia di esportare i prodotti fabbricati in Serbia a costo zero per circa il 95% delle voci doganali. L’accordo resta valido anche per i prodotti fabbricati in Serbia da parte di imprese straniere, comprese quelle italiane. In Serbia, la pressione fiscale è pari al 15%, di molto inferiore a quella italiana che al momento si attesta intorno al 65%. E il costo di un operaio in media è di 400 euro lordi mensili.

PERCHÉ LA SERBIA
La Serbia come estensione della piattaforma produttiva italiana
La Serbia si è confermata in questi anni terra di opportunità per gli operatori italiani: l’espansione delle nostre aziende, che trovano in Serbia un territorio nel quale aumentare e diversificare la propria produzione e i propri servizi, consente loro di rafforzare il proprio percorso verso la leadership globale, con particolare attenzione ai mercati emergenti ai quali la Serbia è legata da accordi di libero scambio.

La Serbia come regione strategica per l’espansione commerciale
I Paesi della regione che confinano e commerciano con la Serbia costituiscono, insieme al mercato interno, un mercato regionale di oltre 90 milioni di abitanti all’interno del quale la Serbia riveste un ruolo centrale e strategico che si estende anche a Russia, Bielorussia, Kazakistan e Turchia (Paesi con i quali la Serbia ha firmato accordi di libero scambio).

Incentivi e vantaggi finanziari, fiscali e di territorio
Numerosi sono gli incentivi fiscali e i vantaggi finanziari e territoriali. Oltre a quelli del Governo di Belgrado, vanno considerati i molti vantaggi offerti dalle varie municipalità che concorrono tra loro per l’insediamento di aziende in grado di assumere mano d’opera. Da segnalare la creazione di numerose Free Zones (Zone Franche), con regimi fiscali assai agevolati.

Burocrazia e oneri per costituzioni societarie
Sono stati ulteriormente ridotti gli oneri per la costituzione societaria e anche i tempi risultano significativamente diminuiti. Nel corso del 2015 è stata approvata la riforma dei permessi di costruzione (ora si possono ottenere licenze in pochi giorni) e nel 2016 è stata approvata la nuova legge sugli investimenti. L’atteggiamento delle istituzioni verso gli investitori stranieri risulta positivo ed esistono numerose agenzie di sostegno ed assistenza alle società nei loro primi passi in Serbia.

Mercato fortemente teso alle riforme come da richieste della Ue
La Serbia ha ormai definitivamente avviato il proprio percorso per entrare in Europa e per questo motivo è spinta sempre più ad applicare norme e leggi compatibili con quelle europee. Gli otto capitoli negoziali per l’accesso alla Ue stanno favorendo le riforme della legislazione in molti settori chiave. Ciò porterà a una maggiore apertura del mercato che permetterà quindi un più facile inserimento delle società nell’economia serba.

fonte: infoMercatiEsteri (aggiornato al 12.04.2017)
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